27 maggio 2002 __________________________________Il Corriere Mercantile
TURSI CHIEDE DI AUTODENUNCIARE LE DIMENSIONI DELLE "TARGHE". ASCOM PROVOCA:
"CERCATE I DATI NEI VOSTRI ARCHIVI"
Braccio di ferro Comune-Commercianti sulle insegne
Gli uffici dovranno escludere, per decisione del governo, quelle inferiori a cinque metri. Molti aspetti da chiarire
A tutti i commercianti di Genova arriverà presto una "lettera" del Comune che scriverà alle imprese artigianali e commerciali per dire come applicherà il balzello sulle insegne (che a Genova non è imposta, ma canone). Pare che, come annunciato da funzionari comunali durante colloqui con le associazioni di categoria, Tursi chiederà a ogni singola azienda un "auto calcolo" della cifra dovuta. Ma ad Ascom-Confcommercio rispondono che siccome "per il troppo lungo iter che porta alla concessione del permesso per l'installazione dell'insegna il Comune chiede dati tecnici di ogni sorta", negli uffici pubblici esistono già dati necessari per calcolare l'entità della "tassa". E allora, sostengono all'associazione, "ai commercianti devono arrivare i bollettini di pagamento con la cifra già indicata". Toccherebbe, quindi, all'ufficio tributi verificare una per una le migliaia di insegne. "Ci sono poi diverse cose da capire - continuano ad Ascom-Confcommercio -. Si tratta di andare a verificare tutte le insegne che sono esonerate dal pagamento". La "storia" delle insegne è cominciata quando il governo Berlusconi ha deciso di "abbonare" la "tassa" sui primi 5 metri quadrati di insegne ad ogni azienda. Il ministero aveva poi chiarito tramite una circolare che lo sconto era da intendersi esteso anche a chi aveva insegne più grandi che, comunque, sarebbero state sottoposte a "balzello" solo per i metri quadrati eccedenti i 5. Ma la norma non avrebbe avuto valore per l'Italia intera e, in particolar modo, non si sarebbe potuta estendere a Genova dove le aziende avrebbero dovuto pagare l'insegna intera anche sotto i 5 metri quadrati. E il Comune non aveva alcuna intenzione di farsi carico dei mancati introiti non compensati dallo Stato. Ci sarebbe stato un forte squilibrio tra città diverse. Dopo le proteste, a Roma hanno deciso di cambiare la legge. Ora è certa anche per i genovesi l'esenzione dall'imposta per le insegne di superficie fino a 5 metri quadrati, esenzione estesa equitativamente anche al canone riscosso da quei Comuni che lo avevano deliberato in alternativa all'imposta sulla pubblicità.
"Quest'ultima modifica elimina una stridente discriminazione
che avevamo sottolineato fin dall'introduzione della norma sulle insegne nella
finanziaria 2002 - dicono all'Ascom -. Si tratta ora di chiarire ad esempio
se le aziende che hanno più punti vendita devono calcolare tutte le insegne
o se ogni "tabellone" fa storia a sé. E anche se le insegne di piccole
aziende che riportano una marca di caffè o un marchio "in franchising"
possono usufruire dell'esenzione.
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